6 luglio 2017

Recensione "Nuvole di fango" di Inge Schilperoord

La struttura del nostro tempo, è una struttura cedevole.
L’unica cosa che non possiamo fare è fermarlo; impedire che accada.

Le debolezze sono quelle verità che mai e poi mai vorremmo ammettere. Sono quelle crepe più o meno grandi che ci segnano da dentro, filtrano attraverso la pelle, provocandoci reazioni inaspettate. Le teniamo a bada finché possiamo, finché gli sopravviviamo forse, ma prima o poi un fattore scatenante distruggerà la barriera di vetro fra noi e loro, fra realtà e ipocrisia, fra noi e gli altri.

Quello di Inge Schilperoord è un esordio potente. Una storia tutt’altro che semplice, un caso. È polvere che si butta sotto i tappeti, per non vedere, non pulire, non sembrare sporchi o mal custoditi. È la complessità di una persona, delle sue debolezze.
È prendere quella polvere e iniziare a guardare di che cosa è fatta.

Jonathan è un trentenne appena uscito di galera, dopo alcuni mesi di detenzione; una delle peggiori accuse grava sulle sue spalle. Eppure lui è pronto a ricominciare, dopo tanta terapia, sembra esser capace di frenare gli oscuri pensieri, sembra voglia dedicare la sua libertà a una nuova vita dove non ci sia spazio per le dimenticanze, per gli sbagli, per gli scivoloni. Maniacale nel suo programmare continuo ogni ora, ogni minuto della sua giornata, Jonathan prosegue quella vita interrotta durante la detenzione.
In casa con sua madre riprende le vecchie abitudini: giocare a carte, portare a passeggio Milk, il vecchio cane, cucinare, lavorare alla fabbrica, dormire. Uno schema preciso che mai deve subire variazioni. Una terapia solitaria dopo quella con lo psicologo, in carcere. Tutto fluttua nella sua testa; Jonathan sa che non deve dimenticare nulla di ciò che ha fatto, sa che deve eseguire gli esercizi, allenare la mente per continuare sulla strada giusta, per non perdersi.
Un giorno pescando ai laghetti accompagnato da Milk, si accorge di un pesce in difficoltà, una tinca. Ferita, pare essere sul punto di morire, così Jonathan decide di portarla in camera sua, nel suo acquario vuoto, di darsi da fare per salvarla, concentrandosi su quell’importante obiettivo. Tinca, altrimenti detta anche “Nuvola di fango”, per via del suo restare sotto il fango, sembra riprendersi a poco a poco, grazie alle cure schematiche di Jonathan.
Tutto sembra funzionare, finché la ragazzina della casa accanto, che si era presa cura di Milk al posto di Jonathan per quei mesi in cui era assente, non torna a chiedere di poter vedere il cane, finendo poi per aiutare Jonathan a curare Tinca.
E così una ragazzina molto sola, entra a far parte della quotidianità di un uomo accusato di pedofilia.

È un divenire di sensazioni, controsensi, imposizioni quelle che Jonathan inizia a provare. Un garbuglio di emozioni che tutte le teorie dei medici non possono più spiegare, uno schema buttato a terra, appallottolato insieme a quella routine che inizia a stringere intorno alla vita. Ecco la prova delle prove. Le parole a poco servono, sono i fatti e le azioni a determinare la guarigione di un individuo malato. Nessun grafico, né tanto meno delle regole possono dire con certezza se una persona possa dirsi salva dalla sua debolezza. Piangere, contorcersi, punirsi. Jonathan sa che a un certo punto, arriverà il momento di mettersi davanti allo specchio.
Gioia, tristezza, paura, rabbia: le quattro emozioni di base. Ripassa Jonathan, continua quella inutile terapia. Pensa alle parole dello psicologo, ma esse sfioriscono lontano nella sua mente, diventano inconsistenti. Tutto va e viene, compresa la sua integrità.
Correre ai ripari: ci prova. Funzionerà?
Ma il suo modo di correre ai ripari, sarà quello più giusto?

Una corsa contro il tempo per salvare Tinca, ma Tinca o Nuova di Fango, sarà salvata? Forse per Jonathan era più un modo per salvare se stesso?
Trovare la colpa da dare a qualcuno e riconoscere che non esiste qualcuno a cui darla oltre noi. Riconoscere di aver fallito, iniziare a correre ai ripari, pur sapendo che stiamo andando verso la catastrofe.
Una storia sbagliata, un tempo che scorre quando dovrebbe fermarsi. La profondità di ciò che abbiamo dentro, le sfaccettature che pensiamo di tenere a bada e invece sono pronte a saltar fuori, ad artigliarci con cattiveria.
Inge Schilperoord riesce a costruire una trama assurdamente folle, un crescendo d’ansia, con un finale che toglie il fiato.
(la Books Hunter Jessica)


Titolo: Nuvole di fango
Autore: Inge Schilperoord
Editore: Fazi Editore
Genere: Narrativa
Uscita: 6 luglio 2017
Pagine: 321
Prezzo (cartaceo): € 16,00
ISBN: 9788893250061

Il libro:
D’estate, in cerca di sollievo dal caldo, la tinca si immerge nella melma dei fondali. Quando poi torna a muoversi, inevitabilmente solleva una nuvola di fango. Come Jonathan: giovane dal passato segnato, ha bisogno di nascondersi, cerca di muoversi il meno possibile e, quando lo fa, solleva una nuvola torbida attorno a sé.
Trentenne attratto dalle bambine, Jonathan fa ritorno a casa dopo un periodo trascorso in carcere. La madre è una donna anziana e solitaria e il villaggio di pescatori in cui è cresciuto si sta svuotando. Non c’è quasi più nessuno. Jonathan non ha amici. Una casetta malmessa, il mare a due passi, il cielo sconfinato. Lui, la madre, il caldo estivo soffocante. L’unico barlume di normalità, l’unico attaccamento alla vita vera, è il prendersi cura degli altri: della madre, del cane e di una tinca che ha trovato, ferita, in un laghetto vicino casa. Ma le giornate di Jonathan prendono una piega inaspettata quando Elke, una bambina sempre sola che condivide con lui la passione per gli animali, sembra cercare la sua compagnia… Nuvole di fango è un viaggio vorticoso dentro una mente malata che lotta contro se stessa. Pagine ipnotiche, intrise di umanità, in cui ogni giudizio viene sospeso, costringendoci a vedere il mondo attraverso gli occhi di un criminale che cerca in tutti i modi di non cadere in tentazione. Non di nuovo.
Nel suo sorprendente romanzo d’esordio, accolto dalla critica in maniera entusiastica, la psicologa Inge Schilperoord ha avuto l’audacia di indagare là dove la maggior parte delle persone non osa nemmeno avvicinarsi.

Vi ricordiamo che potrete incontrare l'autrice l'11 luglio 2017 presso la Basilica di Massenzio Clivo di Venere Felice, in occasione del Festival Letterature a Massenzio, (Roma), a partire dalle ore 21.00.

L'autrice:
Nata nel 1973, è una psicologa forense. Ha scritto su «NRC Handelsblad», «Psychologie Magazine» e «Crossing Border Magazine». Nuvole di fango è il suo primo romanzo. Nel 2015, anno dell’uscita, ha vinto il Bronze Book Owl come miglior debutto dell’anno ed è stato finalista a tutti i premi letterari olandesi più importanti. È in via di pubblicazione in una decina di paesi e ne sono già stati acquisiti i diritti cinematografici.

0 commenti:

Posta un commento